LA VALUTAZIONE PSICODIAGNOSTICA

Quando un genitore di un bambino/ragazzo plusdotato si rivolge a noi, difficilmente le cose filano lisce (se no perché andare dallo psicologo?!?).

Più spesso ci si trova in un momento di empasse o sono emerse delle difficoltà. Ahimè la maggior parte delle volte le difficoltà nascono dall’incontro con il mondo della scuola, le cui richieste spesso sono vissute  come faticose per i gifted.

Ultimamente capita sempre più di frequente che sia un insegnante ad aver suggerito di approfondire una situazione.

Ma perché fare un approfondimento psicodiagnostico?

I test sono uno strumento per permettere di avere una sorta di fotografia delle abilità nel qui ed ora, intese nel senso più ampio del termine.

Effettuare una valutazione relativamente alla plusdotazione è molto più complesso e per questo è necessario che il valutatore sia opportunamente formato e abbia maturato una certa esperienza nel lavoro con bambini e ragazzi con queste caratteristiche.

É indispensabile inoltre che ci sia una grande flessibilità, non tanto nella somministrazione in sé dei test, che naturalmente richiedono di seguire procedure piuttosto rigide, quanto nel valutare se è utile procedere o meno, con quali strumenti e con quali tempistiche.

Tutto ciò valutando in primis insieme ai genitori quali sono le motivazioni e le aspettative che portano alla valutazione psicodiagnostica.

Non è detto che sia infatti la strada giusta da percorre per quella situazione in quel momento.

I bambini e ragazzi plusdotati, infatti, possiedono una serie di caratteristiche che, solo se adeguatamente riconosciute, sostenute e sviluppate, possono tradursi in veri e propri talenti.

Ecco perché vanno considerate numerose variabili (senza la presunzione di considerarle davvero tutte!).

Quali competenze vengono valutate?

Oltre alle caratteristiche di partenza (es. abilità, tipi di intelligenza, ecc.), bisogna tenere conto della presenza di condizioni ambientali favorevoli allo sviluppo del potenziale e caratteristiche di personalità (capacità di coping, motivazione, aspettative, strategie di apprendimento, ansia, ecc.), aspetti sui quali lavorare per favorire l’espressione del talento stesso.

Valutare un bambino o ragazzo è quindi qualcosa di molto delicato e complesso.

Oltre ai test cognitivi (che permettono di collocare in un dato range le cosiddette abilità di base, come memoria, linguaggio, ragionamento, attenzione, ecc.), possono essere utili test che valutano la motivazione, l’emotività, la creatività, ecc.

Ma è altrettanto importante, se non indispensabile, anche raccogliere informazioni sulle relazioni sociali, scolastiche e familiari e prestare attenzione al modo in cui il bambino/ragazzo approccia ai test e ai compiti proposti. In sostanza non è sufficiente una mera analisi quantitativa ma è necessaria una accurata analisi qualitativa.

In alcune occasioni si rischia di incorrere in mis-diagnosi, salvo poi scoprire che il bambino ha scelto di non rispondere ad alcune prove, oppure sono stati valutati solo alcuni aspetti e non altri, o ancora si è scelto di focalizzare l’attenzione sulle criticità (es. difficoltà di coordinazione motoria, attentive, ecc.) senza osservare la globalità o ambiti differenti.

Quando restituiamo le relazioni valutative alle famiglie (e che queste decidono di condividere con le scuole) scegliamo sempre più di esprimere i risultati sotto forma di percentile, sia perché in questo modo sono di lettura più semplice per tutti, sia per evitare che il bambino/ragazzo sia identificato con un numero!

Cosa accade dopo la valutazione psicodiagnostica?

Avere delle risposte attraverso l’”oggettività” dei test è solo un punto di partenza; bisogna avere il tempo di comprendere, scoprire/scoprirsi, accettarsi, riconoscere i propri punti di forza e di debolezza.

La restituzione dei risultati cosi come la valutazione in sé possono avere un potere terapeutico, infatti portano a riflessioni e aperture, utili per un cambiamento dei significati e delle relazioni fino a quel momento vissuti.

I passi successivi alla valutazione sono da costruire insieme al bambino/ragazzo, alla sua famiglia  e alla scuola affinché si crei un contesto accogliente e sufficientemente stimolante.

Il possibile percorso che segue la valutazione va creato su misura e sarà pertanto specifico per quel bambino/ragazzo affinché ci sia un reale sviluppo del potenziale.

Proprio per questo sono nate associazioni come AISTAP (www.aistap.org) che da anni organizza laboratori, Summer/Winter camp, eventi, ecc… al fine di offrire esperienze diversificate e arricchenti.

 

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