DOMANDE IMBARAZZANTI

Come affrontare il tema della sessualità con i bambini?

L’introduzione sistematica dell’educazione sessuale e relazionale-affettiva nella scuola, oggi, è profondamente sentita perché è correlata al particolare significato che la sessualità assume nell’attuale contesto socio-culturale.

Il metodo del “non fare” e il metodo del “silenzio” espongono bambini e ragazzi a paure e ansie, sensi di colpa, eccessi fantastici e comportamentali che rischiano di contribuire negativamente allo sviluppo della personalità.

Educazione sessuale VS Educazione all’affettività

Ma è altresì vero che l’educazione sessuale semplicemente intesa come trasmissione d’informazioni e di dati non aiuta i ragazzi a conoscere e comprendere il proprio mondo affettivo, né li rende capaci di stabilire rapporti affettivi equilibrati e di relazionarsi in modo maturo.

Essa quindi deve essere finalizzata alla “formazione di una personalità equilibrata capace d’amare“.

Quando parlarne?

Il ciclo scolastico prevede generalmente l’introduzione dell’educazione sessuale durante la scuola media o, nel migliore dei casi, all’ultimo anno di scuola elementare.

A volte però i genitori si ritrovano a dover rispondere a domande sull’argomento poste dai loro figli ben prima di questo periodo.

Rispondere alle domande dei figli su questi  temi così delicati è spesso difficile. Ma dare loro le risposte che stanno cercando è importante: il rapporto con i figli dovrebbe sempre essere basato su sincerità e chiarezza.

I bambini hanno spesso bisogno di risposte e di conferme. Cercare risposte in autonomia o nei comportamenti dei coetanei, potrebbe essere fuorviante o rischioso per loro; ricevere risposte dai loro genitori li fa sentire, invece, rassicurati.

È quindi necessario che i genitori, punto di riferimento per ogni bambino, siano disponibili e pronti a dare ai figli le spiegazioni e le informazioni richieste, imparando a mettersi in gioco superando limiti e imbarazzi. Ma come fare? Quali parole usare?

Alcune indicazioni.

Ci sono alcune semplici indicazioni da poter seguire:

  • Innanzitutto è importante rispondere alle loro domande e non lasciarle cadere o evitarle. Generalmente quando un bambino arriva a chiedere è perchè ha già una sua non ben costruita idea dell’argomento e pertanto ha bisogno di conferme o ulteriori spiegazioni.
  • Le risposte inoltre dovrebbero essere il più semplici e chiare possibili, in linea con lo sviluppo linguistico del bambino.
  • Si può ammettere la propria confusione o il proprio imbarazzo, in fondo il senso comune di pudore fa parte del nostro bagaglio culturale e formativo.
  • É importante creare uno spazio di comunicazione adatto, eventualmente rimandando la risposta, e ricordandosene, ad un momento caratterizzato da intimità, informalità, calma e che possa rispettare i tempi del bambino.
  • É inoltre fondamentale riconoscere l’emozione che accompagna la domanda posta dal bambino, prendendone atto e riportandola ad uno stato di sicurezza e tranquillità nel caso fosse di allarme o spavento, di serietà e importanza nel caso fosse caratterizzata da troppa ironia o, in altri casi analoghi, trasformandola in stati d’animo più adeguati e consoni all’argomento.
  • Infine ricordiamo sempre che la verità deve essere alla base di ogni risposta. Si possono fare delle omissioni ma mantenendo la veridicità delle affermazioni che offriamo.

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